Cittadinanza per le seconde generazioni: per i sindaci italiani “è una questione di giustizia”

07.07.2012 11:43

PRESENTATA RICERCA ANCI-CITTALIA “DA RESIDENTI A CITTADINI”

[05-07-2012]
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Tra il 2003 e il 2010 in dieci città del Centro Nord (Torino, Alessandria, Genova, Varese, Verona, Trieste, Reggio Emilia, Ferrara, Forlì, Firenze) la presenza di minori stranieri è triplicata. E’ uno degli aspetti fotografati dallo studio 'Da residenti a cittadini' (sintesi 1 - sintesi 2) realizzato da Anci-Cittalia e presentato a Roma nella sede dell’Associazione.
Alla presentazione di oggi ha partecipato il presidente dell’Anci  Graziano Delrio  che, in qualità di portavoce della Campagna ‘L’Italia sono anch’io’, ha esortato il Parlamento a prendere atto che “tra venti anni avremo il 20 per cento di minori di origine straniera” per cui è auspicabile “una modifica della legge che vada nel senso dello ius soli temperato, con diritti di cittadinanza da riconoscere a chi nasce e svolge studi in Italia”.
Anche per il delegato Anci all’Immigrazione, il sindaco di Padova Flavio Zanonato, "Riconoscere la cittadinanza alle seconde generazioni di stranieri nati in Italia non e' solo nell'interesse degli immigrati, ma anche per gli italiani. Se non risolviamo questo problema - ha detto nel suo interventio - rischiamo di doverci confrontare con 'una bomba ad orologeria'”.
Subito dopo la presentazione della ricerca, dove è emerso che il 55% degli italiani è favorevole alla cittadinanza degli stranieri purchè paghino le tasse, il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi ha commentato: “Sono molto colpito dalla generosità degli italiani, ho sempre avuto la percezione che dare la cittadinanza' ai bambini stranieri nati in Italia sia visto con molta simpatia dagli italiani, e questo mi conforta”. Al dibattito è intervenuto anche il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali che con un pizzico di ironia si è augurato che il Governo "tra una spending review ed un'altra trovi il tempo per intervenire sul tema della cittadinanza agli immigrati. Una legge adeguata ai tempi e' necessaria per costruire una società plurale che come sindaci ci troviamo ogni giorno di fronte”. (ef)