Dal mondo - Rassegna stampa della settimana - a cura del Fondo Provinciale Milanese per la Cooperazione Internazionale

09.12.2016 15:43
 
La protesta dei cittadini alle urne.
Denominatore comune: il depauperamento. 

 
Il voto anti-establishment da parte dei cittadini "periferici" è arrivato anche in Italia. Lo dicono i dati sul referendum costituzionale del 4 dicembre: gli elettori socialmente, economicamente e geograficamente periferici hanno voltato le spalle al Governo. 
Le analisi di tutti gli istituti di ricerca convergono su questa interpretazione di un voto popolare che ha visto una partecipazione alta quanto imprevista nel risultato.''Questo referendum può essere assimilato alla Brexit" scrivono Roberto D'Alimonte e Vincenzo Emanuele sul Sole 24 ore. Concorda con loro un altro politologo ed economista, Guido Salerno Aletta, che indica nell'accentuazione del ricorso al mercato uno degli errori commessi dal governo e dai governi nell'affrontare la crisi. Aletta conclude la sua analisi su Formiche.net affermando che si è trattato di un voto "a favore della pienezza della rappresentanza democratica". 
Che si sia trattato di un referendum sociale e non costituzionale è la teoria, dimostrata coi dati, dell'Istituto Cattaneo
Duro il Wall Street Journal che il 5 dicembre, subito dopo i risultati italiani, impaginava un articolo senza firma, e quindi attribuibile alla direzione, che in un passaggio dava ragione agli elettori "per i quali il taglio del Senato era più una distrazione dai loro problemi che una soluzione".
Domenica si votava e lunedì venivano resi pubblici i dati Istat sull'impoverimento degli italiani: almeno 1 su 4 è a rischio povertà., 1 su 2 al Sud Le famiglie con minori a carico sono le categorie che destano maggiore allarme, scrive Sara de Carli suVita.it.

Quello che è successo nel quartiere romano di San Basilio è uno degli esempi estremi della mancata risoluzione dei problemi delle persone. "Via i negri dalle case popolari", hanno titolato per lo più i media. Unanime è stata l'accusa di razzismo contro i residenti italiani, molti occupanti, che hanno cacciato una famiglia straniera assegnataria di un appartamento occupato da un romano con figlio. Angela Capponetto, giornalista di RaiNews che conosce le periferie romane, mette invece l'accento sulla "guerra tra poveri", documentando una situazione di degrado come tante altre lasciata andare all'estremo. Qui il suo servizio da San Basilio.  

A essere minacciati dalla povertà in Europa sono 118 milioni dei 743 milioni di cittadini: li ha misurati il Rapporto del Social Justice Index. E non sono solo i disoccupati a essere a rischio ma anche, e sono in aumento, i lavoratori. 
Gli occupati che si vedono assottigliare il potere di acquisto nel vecchio continente sono il 7,8% cresciuti dal 7 dell'anno precedente. In Italia la percentuale è del 9,8%. In Grecia, dicono le statistiche, sono quasi il 12%. Ma la percezione, nel paese più segnato dall'austerity europea, è ben peggiore: i greci ieri, 8 dicembre, sono tornati a fare un duro sciopero di 24 ore. "Stiamo reagendo alla austerità repressiva, alla povertà e alla miseria, contro le richieste assurde dei creditori", hanno spiegato i sindacalisti. 
Dipendenti pubblici, personale della scuola e degli ospedali, bancari, marinai hanno scioperato e manifestato. In Grecia la disoccupazione è al 23.4% e corre verso il 30. Le politiche di austerità richieste da Bruxelles, dicono gli esperti, in Grecia hanno portato a risultati da paesi in via di sviluppo, non da economia evoluta. Mentre lì si manifestava, i ministri delle Finanze dell'eurozona concordavano una riduzione del debito a breve termine. Una misura che secondo Left non basta. L'analisi diEuronews.

In Romania, i lavoratori che diventano sempre più poveri sono il 15%. E domenica 11 dicembre in Romania si va a votare. Sebbene sia favorito il partito socialdemocratico ci sono forti timori di una rimonta dei partiti liberali e di centrodestra. Ne ha scritto Askanews

Fuori dall'Europa, il Canada prova a contrastare la povertà con il reddito minimo: una decisione in questo senso è stata presa all'unanimità dal consiglio della piccola provincia di Prince Edward Island. Si tratta per ora di una sperimentazione che servirà al governo nazionale per capire se gli effetti positivi dello strumento ripaghino l'impegno economico necessario. Qui i dettagli del progetto pilota. 

Numeri impressionanti intanto arrivavano a proposito di Africa: 389 milioni di africani attualmente vivono in condizioni di povertà estrema. Non sull'orlo quindi, non solo a rischio, ma sono già in condizioni drammatiche, senza cibo, acqua, servizi, istruzione. Niente. L'allarme è stato rilanciato dal presidente del Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo, l'8 dicembre davanti alla Camera dei Lords di Londra. Qui un articolo sul Vanguard, giornale progressista della Nigeria. 
E proprio la Nigeria è uno dei paesi con la peggiore situazione, con una recessione che non si ferma, il terzo quadrimestre che si è chiuso in negativo e una conclamata emergenza alimentare. I dettagli dall'agenzia Fides

Il sudamerica sta diventando sempre più una polveriera.
Il Venezuela è sull'orlo dell'abisso: con una crisi politica da troppo tempo senza soluzioni, come scrive Il Sussidiario,  e una crisi economica difficile da contenere. Il quadro è nero: iperinflazione del 400%, PIL in caduta libera e la moneta, il bolivar, che in una settima ha perso il 40% del valore contro il dollaro al mercato nero. Il 5 dicembre, la Banca Centrale ha annunciato che stamperà banconote con sei nuovi tagli da 500 a 20.000 bolivar. Il reportage su CNN descrive perfettamente la situazione nel paese, con gli scaffali vuoti nei supermercati. Le donne vendono perfino i propri capelli per racimolare qualche spicciolo. La storia non è nuova ma rimane attuale: Forbes la ripropone con un proprio taglio di critica al socialismo e per la 24ma Ora del Corriere della Sera ne scrive Alessandra Coppola.
Intanto il Mercosur ha deciso la sospensione del diritto di voto del Venezuela: a votare a favore sono stati Argentina, Brasile e Uruguay. Di mezzo ci sarebbero inadempienze di Caracas - che urla al golpe - ma anche visioni politiche diverse tra i tre paesi e il Venezuela, come scrive Il Manifesto. Taglio speculare, quello de Il Foglio


Infine negli Stati Uniti una fotografia preoccupante dell'abbassamento dell'aspettativa di vita come non succedeva da 20 anni. I dati, diffusi questa settimana, hanno trovato ampio spazio sui preoccupati media americani come il Washington Post mentre in Italia ne ha scritto Finanzaonline
Per quanto preoccupanti, niente in confronto alle aspettative di vita in Siria: 12 anni! DaRepubblica
 
Un indicatore importante della crescita di un paese, rimanendo nel solco della citazione iniziale di Nelson Mandela, è di sicuro il livello di istruzione della popolazione. Questa settimana è stato  diffuso il Rapporto PISA (Programme for International Student Assessment), un test di matematica, scienze e lettura: l'Economist ha riportato i dati salienti, con la classifica dei 72 Paesi nei quali 540.000 studenti sono stati testati. Il settimanale economico britannico suggerisce anche come migliorare le situazioni peggiori. Tra queste, ma non è una novità, c'è l'Italia, come scritto dal Sole 24 oreche mette in rilievo l'inefficacia dell'insegnamento.
 
Contro l'obesità in aumento e contro il cosiddetto junk food, il Comitato del Codice di Pratica Pubblicitaria inglese (CAP) ha annunciato restrizioni alle immagini e parole usati per reclamizzare i prodotti alimentari considerati pericolosi per la salute. 

La brusca frenata si spiega con l'allarme obesità diventato un "problema molto serio" tra la popolazione più giovane che da tempo sta coinvolgendo la Gran Bretagna e andrà a colpire soprattutto le pubblicità su internet dove, dice una ricerca, i bambini passano almeno 15 ore al giorno. Sul The Guardian.
L'allarme malnutrizione è mondiale, lo sappiamo: e la FAO lo ha ricordato proprio questa settimana.
 
Notizie in breve

Gambia è accaduto l'impossibile. Il titolo dell'articolo dell'africanista Raffaele Masto rende l'idea dell'imprevedibile risultato elettorale in Gambia. Su Buongiorno Africa.
Stupita anche la freelance Louise Hunt che su Irinnews evoca la grande sfida di un nuovo Gambia. Qui il suo reportage. 

Premio miglior cittadino australiano. Potrebbe andare a un ex bambino soldato, arrivato a 14 dal Sudan, ora avvocato penalista. Leggi qui la notizia della sua candidatura. 


Elezioni in Romania e Moldavia, domenica 11. La situazione a Chisinau e in tutto il paese è drammatica, con una crisi profonda sia economica, sia politica. Alle urne si arriva in anticipo, in un clima di accuse di complotti e colpi di stato e con un'indagine in corso su agenti segreti accusati di aver intercettato migliaia di cittadini. DaBalcanicaucaso.org.

Giornalismo indipendente. In America, dopo la vittoria di Trump, si sta registrando un'impennata delle donazioni a sostegno delle forme di giornalismo non profit. SulNYT
 
Cooperare in breve

Migrazioni. Bonus bebè anche ai cittadini extra comunitari: lo ha deciso il Tribunale di Milano accogliendo il ricordo di Cisl-Anolf, Inas e Asgi. Sul sito di Cisl

Nuovi italiani. Un milione e mezzo di euro per finanziare ‘MigrArti 2017’ e due bandi focalizzati su cinema o spettacoli dal vivo. Qui


Minori. Il 14 dicembre, il Fondo per il contrasto Cariplo alla povertà educativa minorile presenta in nuovi bandi. Anche in streaming sul sito