I contributi di Januaforum al Forum Nazionale sulla Cooperazione - 27/28 Settembre 2012 Milano

09.07.2012 12:05

Gruppo 2: Dove stare? Una nuova lettura geopolitica per la cooperazione italiana

Nostro testo:
" Nei mesi scorsi l’Istituto di economia internazionale della Camera di Commercio di Genova ha spiegato che i 170 milioni di abitanti che vivono nei cinque Paesi della sponda sud del Mediterraneo rappresentano l’unica possibilità per l’Italia di rilanciare le proprie esportazioni. Tanto più per la Liguria. E’ un’analisi che conferma quanto però non è ancora chiaro alla nostra classe dirigente, nemmeno a quella ligure: la crisi economica non è mondiale ma occidentale, e ne usciremo solo se saremo capaci di cambiare tutto di noi, compreso lo sguardo sul mondo, che deve sempre più rivolgersi allo spazio euroafricano. Prioritario è quindi il Nord Africa con una strategia locale che sappia legare il dono all'investimento.
Siamo ben consci delle difficoltà a unire dono e investimento, insieme alla difficoltà a coinvolgere in una seria prospettiva di 'sviluppo locale' le imprese italiane soprattutto quelle medio-piccole che sono le realtà più idonee, ma consideriamo a questo punto inevitabili e improcrastinabili questi obiettivi."
Gruppo 3: Cosa fare? eccellenze italiane, innovazioni e priorità
Nostro testo:
" Occorre abbandonare l'approccio per progetti per avviare quello del sostegno a medio termine dei processi di sviluppo territoriale. Adottando questo approccio sarebbe possibile attivare in maniera coordinata la cooperazione decentrata di Regioni ed Enti locali italiani, i quali potrebbero definire 'Collaborazioni di sviluppo' con aree specifiche e comitati locali, evitando la frammentazione degli interventi.
Si tratta di richiedere in particolare alla Regioni italiane, in quanto anche legislatori e finanziatori di iniziative di cooperazione, di farsi carico di un ruolo di promozione e di coodinamento, in sostanza di definire una vera e propria 'Governance Locale' capace di avere una visione globale e di provocare sinergie tra i vari attori pubblici e privati attivi a livello locale. Dal Patto nazionale per il rilancio della Cooperazione si dovrebbe arrivare alla costruzione di Patti a livello regionale, collegati alla finalità e agli obiettivi del Patto nazionale.
Inoltre anche l'Unione Europea dovrebbe superare l'attuale frammentazione e abbandonare la logica dei bandi in favore di grandi interventi integrati sempre nella logica sopraindicata di "processo di sviluppo territoriale" che é poi, secondo noi, l'unica strada per una cooperazione veramente efficace."