IMPRESE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE OPPORTUNITA', POTENZIALITA', PARTENARIATI POSSIBILI

03.02.2015 15:09
Workshop promosso da Link 2007-Cooperazione in Rete
con la Direzione Generale Cooperazione allo sviluppo del MAECI

La nuova legge 125/2014 sulla cooperazione internazionale allo sviluppo recepisce indicazioni internazionali ed europee e introduce significative novità nell’architettura e negli indirizzi strategici relativi alla  cooperazione internazionale dell’Italia.

Una delle più significative novità è il riconoscimento del settore privato imprenditoriale come uno dei soggetti chiave nelle strategie di cooperazione internazionale. La legge riconosce la potenzialità delle imprese di generare crescita e sviluppo inclusivo e sostenibile nei paesi partner, sia investendo risorse proprie, sia in partenariato con governi, ONG, organizzazioni internazionali.

A questo tema sono stati dedicati diversi appuntamenti nel corso del recente semestre italiano di presidenza UE. “Link 2007”, rete di importanti organizzazioni non governative (ONG) italiane, ha espresso il proprio consenso nei confronti di quest’apertura alle imprese, nella convinzione che il loro ruolo sia indispensabile per la creazione di posti di lavoro e il rafforzamento del tessuto imprenditoriale dei paesi partner, quanto mai necessario in una fase storica come l’attuale che vede restringersi la base occupazionale nel settore pubblico.

Dopo l’entrata in vigore della legge, una prima iniziativa di “Link 2007” è stata l’elaborazione e la diffusione di un documento dal titolo “Cooperazione allo Sviluppo. Imprese e diritti umani, responsabilità sociale e responsabilità ambientale” (3 Dicembre 2014). In esso si propone di adottare le linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali per la definizione dei parametri di “accesso” delle imprese al sistema della cooperazione internazionale allo sviluppo. Il documento riguarda essenzialmente il “modus operandi” dell’impresa, che, analogamente a quanto giustamente si richiede ai soggetti non profit, deve assumere modalità operative e criteri di gestione coerenti con le finalità generali della cooperazione allo sviluppo: la lotta alla povertà, la riduzione delle diseguaglianze, l’affermazione dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile. 

Fatte queste premesse, rimangono importanti nodi da sciogliere, con il concorso delle imprese, del governo, delle istituzioni, delle ONG. Qual è il valore aggiunto dell’impresa nella cooperazione internazionale allo sviluppo e quali gli ambiti di intervento da privilegiare? Quali modalità di finanziamento prevedere e come in concreto poter integrare il tradizionale strumento del dono con altri strumenti finanziari, a partire dai crediti? Quali partenariati possibili tra imprese italiane, ONG, realtà imprenditoriali e sociali dei paesi partner?

Per provare a dare prime risposte concrete, Link 2007, assieme alla Direzione Generale Cooperazione allo sviluppo del MAECI, ha promosso un incontro seminariale mercoledì 4 febbraio alla Farnesina., preparandolo con un secondo documento di analisi e proposte: “Il potenziale ruolo del settore privato nelle strategie di cooperazione internazionale allo sviluppo: spunti di riflessione e proposte di approfondimento” (5 gennaio 2015).

Un seminario, non un convegno, nel corso del quale imprenditori, esponenti del mondo finanziario, dirigenti di associazioni di impresa, esperti di ONG e naturalmente dirigenti politici e diplomatici della Farnesina possono liberamente confrontarsi sui temi proposti, con l’intento di concorrere alla definizione di linee di indirizzo concrete nel quadro della nuova legge sulla cooperazione internazionale allo sviluppo.

 
I documenti citati si trovano nel sito: www.link2007.org 


Roma, 2 febbraio 2015