March! Si marcia nel mondo per protestare contro le ingiustizie. Ma ci si ritrova in piazza anche per un messaggio d'amore: il caso di Milano.

04.11.2016 10:21
 
Riceviamo dal Fondo Milanese Provinciale di Cooperazione Internazionale e volentieri pubblichiamo

La protesta in Marocco ha stupito le autorità locali e ha colto di sorpresa anche gli osservatori internazionali. 

L'uccisione di un pescatore abusivo è stata la scintilla che ha scatenato la folla a Hoceima, nel Rif, dove il corteo funebre si è trasformato in una manifestazione pacifica ma molto partecipata. Il timore è che da questo fatto prenda il via una rivolta diffusa e incontrollabile esattamente come avvenne per le cosiddette primavere arabe partite nel 2010 da un caso simile.
In morte di un pescatore è il titolo scelto da Frontierenews.it.
Siamo tutti Mouchine, lo slogan urlato dai manifestanti e dall'articolo su Left: il magazine ricorda come questa sia la più imponente manifestazione di protesta del Marocco che si appresta ad ospitare la conferenza mondiale sul clima.
Su La Stampa, Francesca Paci entra nella storia del paese e nelle ragioni che ora lo agitano.

Manifestano con forza anche i cittadini della Corea del Sud che chiedono le dimissioni della presidentessa Park Geun-hye travolta da accuse di commistioni pubblico e privato, con risvolti esoterici poco in linea con l'immagine di paese moderno.
Tra i racconti dei complicati fatti abbiamo scelto Rainews24LinkiestaThe Guardian.
RadioVaticana fa invece un approfondimento e intervista la storica dell'Asia orientale Rosella Ideo che si concentra soprattutto sul ruolo degli Stati Uniti di Obama nell'area e sul suo fallimento. 

Anche in Sudafrica ormai è un coro polifonico che chiede le dimissioni del presidente Jacob Zuma: mercoledì 2 ottobre migliaia di sudafricani, chiamati in piazza dalle opposizioni unite, sfilavano per le vie di Pretoria per arrivare davanti alla sede del Governo. Alcuni di loro venivano fermati dalla polizia a colpi di proiettili di gomma. Nelle stesse ore, un giudice dell'Alta Corte disponeva la pubblicazione di un rapporto sulle ingerenze della famiglia di imprenditori Gupta nella scelta dei ministri di Zuma e nelle sue decisioni politiche. Ne hanno scritto i giornali di tutto il mondo. Segnaliamo il Washington PostIlPost, e i sudafricani Mail&GuardianBusinesslive e News24.com
Il 10 novembre il Parlamento sarà chiamato a discutere e votare la mozione di sfiducia a Zuma presentata dal principale partito di opposizione, la Democratic Alliance (DA). 

Sospesi per ora invece sia l'impeachment sia le manifestazioni programmate dalle opposizioni in Venezuela che vogliono la revoca del mandato al presidente Maduro. Nel paese la crisi è gravissima: secondo Human Right Watch è ormai emergenza alimentare e sanitaria e allarme per i diritti umani. 
Intanto i venezuelani scappano in Brasile dove chiedono lo status di rifugiati. 

 
 
Refugees Welcome! Fanno più notizia le barricate che la buona accoglienza. Eppure quello che è successo a Milano il 1 novembre ha le carte in regola per rappresentare un esempio di come siano possibili gesti gentili. In Italia ne ha parlato diffusamente Radiopopolare, mentre all'estero il primo a riprendere l'agenzia di Associated Press è stato South China Morning Post e il giorno successivo il Washington Post

Esperienze che possono perfettamente stare sotto il titolo dell'analisi di Eduardo Porter sul New York Times "Se l'immigrazione non può essere fermata, allora è meglio governarla".
E un modo per gestire il fenomeno è sicuramente dare voce, spazio, risalto alle azioni positive: a confermare questa che appare essere una banalità - ma allora non si capisce perché facciano notizia i sentimenti negativi spinti dalla paura - è una ricerca dell'University College London su come reagisce il cervello alle buone o alle cattive notizie.
Il 3 novembre ad Armo, Reggio Calabria, si sono invece commemorati i morti in mare, alcuni dei quali sepolti nel cimitero dei migranti voluto dall'amministrazione cittadina.