Trattato messa al bando delle armi nucleari . Si all' Onu di 123-paesi.

02.11.2016 11:02

Il 27 ottobre il Primo Comitato dell’Assemblea generale dell’Onu che si occupa di disarmo e questioni di sicurezza internazionale, ha adottato , con 123 voti a favore e 38 contrari,  una risoluzione politica che chiede di avviare nel 2017 i negoziati per un Trattato internazionale volto a vietare le armi nucleari, una decisione storica pone fine a due decenni di paralisi negli sforzi multilaterali per il disarmo nucleare. Purtroppo l’Italia è stata tra i 38 Paesi contrari.  Rete Italiana per il disarmo spiega che «Ci sono ancora più di 15.000 armi nucleari attualmente nel mondo, in particolare negli arsenali di appena due nazioni: gli Stati Uniti e la Russia. 7  altri Stati possiedono armi nucleari: Gran Bretagna, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord. La maggior parte delle 9 nazioni nucleari hanno votato contro la risoluzione Onu. Molti dei loro alleati, compresa l’Italia e gli altri Paesi in Europa che ospitano armi nucleari sul loro territorio come parte di un accordo Nato, non hanno sostenuto la risoluzione L.41. Ma le nazioni dell’Africa, dell’America Latina, dei Caraibi, del Sud-Est asiatico e del Pacifico hanno votato a grande maggioranza e ritorneranno ad essere protagonisti in occasione della Conferenza di negoziazione a New York il prossimo anno».

La maggioranza dei  Paesi dell’Onu sono invece convinti che «Un accordo multilaterale e obbligatorio che vieti l’impiego o la minaccia di impiego di armi nucleari contribuirebbe a eliminare la minaccia nucleare e a creare il clima giusto per portare a termine l’eliminazione delle ermi nucleari» e pe questo chiedono alla Conferenza sul disarmo di intraprendere di negoziati per una convenzione internazionale «che vieti in ogni circostanza il ricorso ad armi nucleari o la minaccia di farvi ricorso». Per questo la risoluzione chiede all’Onu di organizzare nel 2017una Conferenza «che abbia per obiettivo la negoziazione di uno strumento giuridicamente obbligatorio mirante ad interdire le armi nucleari, in vista della loro completa eliminazione».

La risoluzione proposta da Austria, Brasile, Irlanda, Messico, Nigeria e Sudafrica è stata adottata nonostante l’opposizione degli Stati dotati di armi e il voto all’Onu è arrivato poche ore dopo l’adozione da parte del Parlamento europeo di una a risoluzione su questo tema con 415 voti favorevoli, 124 contrari e 74 astensioni che invita  gli Stati membri dell’Ue a «partecipare in modo costruttivo» ai negoziati del 2017. «Un invito non raccolto dall’Italia che si è schierata contro la Risoluzione L.41 continuando, come nei passi precedenti di questo percorso, a sostenere la posizione degli Stati Uniti e di tutte le altre potenze nucleari . dicono a Rete Italiana per il disarmo – Ricordiamo che l’Italia è posta sotto “l’ombrello nucleare” della NATO e, a seguito degli accordi di cosiddetto “Nuclear Sharing”, ospita sul proprio territorio ordigni di tale natura».

La Campagna Internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (Ican), la coalizione mondiale della società civile attiva in 100 Paesi di cui fa parte  anche Rete Italiana per il disarmo, ha salutato l’approvazione della risoluzione come «un importante passo positivo in avanti, che segna un cambiamento fondamentale nel modo in cui il mondo sta cercando di affrontare la minaccia degli ordigni nucleari».

La direttrice esecutiva dell’Ican,  Beatrice Fihn, ha sottolineato che «Per sette decenni l’ONU ha messo in guardia contro i pericoli dell’arma nucleare e tantissime persone ed organizzazioni nel mondo hanno portato avanti campagne per la loro abolizione. Oggi la maggior parte degli Stati ha deliberato di bandire queste armi. Un Trattato che vieti le armi nucleari rafforzerebbe la norma globale contro l’uso e il possesso di queste armi, già presente nel Trattato di Non Proliferazione, chiudendo le principali lacune del regime giuridico internazionale esistente e stimolando un’azione di disarmo che per molto tempo si è bloccata. Il voto dimostra molto chiaramente che la maggior parte delle nazioni del mondo considera necessario, possibile e urgente un divieto chiaro di esistenza e possesso di armi nucleari. Tali Paesi vedono questa come l’opzione più praticabile per ottenere un reale progresso sul disarmo globale».