Un senso alla giornata mondiale contro il razzismo - di Giuseppe Pacini

21.03.2012 11:57

Un senso alla giornata mondiale contro il razzismo

Hanno ancora senso le celebrazioni come la Giornata mondiale contro il razzismo?

Due giorni dopo la strage di Tolosa la domanda appare retorica e la risposta scontata. 

Ma non c’è bisogno di parlare di Tolosa, quando basta ricordare come a Firenze, solo pochi mesi fa, si è assistito alla strage dei senegalesi... stesse dinamiche, stessa violenza, una visione del mondo  che nutre di odio chi vi trova identità...

Ma se questi due sono veri e propri episodi di razzismo condotti da persone mentalmente disturbate questo non ci deve far dire che le discriminazioni razziali siano ormai roba del passato, che rispunta fuori solo se dei pazzi impugnano le armi. Questi episodi pur nella loro eccezionalità ci chiamano a riflettere ed a domandarci cosa sia in Italia oggi il eazzismo.

In Italia c’è un razzismo strisciante, che quasi mai viene identificato come tale e che trova, da parte di chi lo mette in atto, mille giustificazioni razionali e “non-razziste”.

Un razzismo che di fatto ostacola, complica e rende difficile la vita degli stranieri (ma solo alcuni stranieri) in Italia e dei nuovi italiani.

Sono casi meno eclatanti, che fanno parte di un quotidiano che non fa notizia,  ma sono quelli che veramente dimostrano come ci sia ancora molto lavoro da fare