Centralità della cooperazione internazionale: Il piano Mattei una cornice sul nulla

23.11.2023 08:48

A parole siamo tutti d’accordo nel dire che la cooperazione internazionale deve essere il pilatro ed il punto di riferimento per affrontare problematiche quali il fenomeno dell’immigrazione, la lotta alle povertà, la prevenzione dei conflitti…

Per fare progressi significativi in questa direzione, è necessario un cambio di approccio politico e un intervento deciso nel campo culturale e dell'informazione pubblica. Ogni settore della società deve contribuire in un sistema ben gestito che miri veramente al bene pubblico. Altrimenti, non solo saremo testimoni di un altro fallimento nell'adempiere a un impegno internazionale, ma lasceremo il Paese impoverito e meno avanzato a chi verrà dopo di noi.

Un esempio evidente di questa incapacità o mancanza di volontà nell'influenzare efficacemente le politiche di cooperazione è rappresentato dal decreto legge sulla cooperazione approvato dal governo, che prevede l'allocazione di fondi attualmente indisponibili, noto come piano Mattei. Numerose criticità sono emerse in relazione a questa misura... Sembrava quasi un ritorno al passato evocare Enrico Mattei per un piano che, in realtà, sembra partire - se mai partirà - senza le risorse finanziarie necessarie. Questo suscita delle preoccupazioni, soprattutto considerando che le risorse attualmente disponibili potrebbero essere dirottate da altri importanti fronti, come la lotta al cambiamento climatico.

Insomma, sembra un'iniziativa che, oltre a non avere ancora un piano di finanziamento chiaro, potrebbe anche interferire con altri programmi cruciali. Se il governo non affronta queste criticità, potrebbe rendere il Piano Mattei una mossa più simbolica che sostanziale, rischiando di indebolire altri sforzi importanti come la battaglia contro il cambiamento climatico.

Fino ad ora solo una cosa è certa,  che costruiremo l’ennesima cornice e l’ennesima struttura: Il governo ha infatti istituito una "cabina di regia" presieduta dal presidente del Consiglio, coinvolgendo il ministro degli Esteri, altri ministri e viceministri, la conferenza delle Regioni, l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), l'ICE, la Cassa depositi e prestiti, la SACE, rappresentanti di imprese ed enti pubblici e privati, delle università e del Terzo settore. Soprattutto, ha creato presso Palazzo Chigi una struttura di supporto per il coordinamento della presidente, che appare come una struttura parallela all'Agenzia per la cooperazione allo sviluppo, istituita nel 2014 proprio per integrare tutte le iniziative degli attori pubblici e privati in azioni più coerenti e impattanti.

Il rischio del conflitto tra organismi e dello spreco di risorse è davvero possibile portando quindi ad indebolire politiche già deficitarie ed in ritardo con gli obiettivi che l’Italia si era prefissato di raggiungere.

Il direttivo Januaforum

 

 

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