Futura Network -Migrazioni forzate, guarire lo strato d’ozono, l’origine delle galassie, il manifesto della mobilità sostenibile della scuola, l'impatto della guerra.

16.09.2021 17:08
Smartphone, elettrodomestici, pannelli solari. Ma anche batterie per auto, droni e altri dispositivi elettrici. Sono tutti oggetti che fanno parte della nostra quotidianità e hanno una cosa in comune: hanno bisogno di componenti che contengono metalli e altri minerali. Molte di queste sono definite materie prime “critiche” perché svolgono un ruolo chiave nell’economia. Dice però l’Agenzia internazionale dell’energia che a livello globale non sono sufficienti per la transizione ecologica. Un rischio destinato a crescere sulla scia del progressivo abbandono dei combustibili fossili. Il focus esamina la questione.
La Banca mondiale ha diffuso le nuove proiezioni sulle migrazioni climatiche in alcune aree critiche del mondo. Nessuna regione è immune dal fenomeno: il riscaldamento globale e le altre conseguenze dei cambiamenti climatici rischiano di costringere oltre 216 milioni a cercare condizioni di vita sostenibili. Una previsione riguarda da vicino l’Italia: il Nord Africa avrà la più alta percentuale di migranti climatici rispetto alla popolazione totale. Qui i dettagli. La Giornata per la protezione dello strato di ozono, che si celebra domani, offre lo spunto per una riflessione sul Protocollo di Montreal, trattato firmato dai governi di tutto il mondo oltre 30 anni fa, che rappresenta un indubbio successo di cooperazione globale. È la prova che la collaborazione multilaterale può ottenere risultati importanti, ed è giusto ricordarlo alla vigilia delle due riunioni cruciali, la Cop 15 di Kunming sulla biodiversità e la Cop 26 di Glasgow sui cambiamenti climatici.
Dal blog di Fondazione Prioritalia, un articolo del giornalista Raffaele Iannuzzi ragiona sulla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Infine, vi segnaliamo due appuntamenti: domani, a Roma, i giovani del progetto Open Road Alliance presentano il Manifesto della mobilità sostenibile della scuola italiana, progetto ideato da Fondazione Unipolis e Cittadinanzattiva, mentre l’ASviS ha lanciato la seconda edizione del Premio “Giusta transizione”. Tutti i particolari nella manchette qui sotto.

a cura di Andrea De Tommasi

L'ASviS lancia la seconda edizione del Premio "Giusta transizione"

La transizione ecologica è necessaria, ma può porre grandi problemi sociali. Su questo tema l’ASviS lavora da tempo e lancia la seconda edizione del premio “Giusta transizione”, riconoscimento attribuito alla persona, all’associazione o all’impresa che abbia contribuito in modo rilevante a promuovere una evoluzione verso un’economia ambientale sostenibile capace di tenere conto dell’impatto di questo processo sulle disuguaglianze e sul lavoro. Manca poco alla scadenza: candidature entro il 30 settembre!

Focus

Le insidie nella corsa alle materie prime: la transizione ecologica passa da qui

Gli esperti avvertono che per raggiungere gli obiettivi climatici occorrono enormi disponibilità di minerali. Già oggi le forniture sono insufficienti, scatenando grandi problemi geopolitici con la Cina come elemento chiave.
di Andrea De Tommasi [Continua a leggere]

Notizie
Previsioni sulle migrazioni climatiche al 2050

La Banca mondiale ha pubblicato le nuove proiezioni: nello scenario peggiore, oltre 216 milioni di persone potrebbero abbandonare le proprie terre.
di Andrea De Tommasi
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Protocollo di Montreal: un caso di successo della diplomazia climatica

Coniugare scienza, interventi governativi e interessi privati è possibile. A tre decenni di distanza, il trattato sul buco dell’ozono ci ricorda l'importanza di politiche comuni per fronteggiare minacce globali.
di Flavio Natale
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Nasce il primo Manifesto della mobilità sostenibile della scuola italiana

Presentazione domani a Roma alla presenza del ministro Giovannini. Protagonisti i giovani del progetto Open Road Alliance ideato da Fondazione Unipolis e Cittadinanzattiva.
di Redazione

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Blog

L’insostenibile (e necessaria) dimensione del conflitto

Quali interrogativi si pongono dopo la fuoriuscita degli Stati Uniti dal teatro afgano e lo scoppio della deflagrante crisi umanitaria, sociale e culturale da un lato, vista anche la paralisi politica e diplomatica?
di Raffaele Iannuzzi
[Dal blog di Prioritalia]

Il futuro visto da ieri
 
 

Origine ed evoluzione delle galassie

L'astrofisica Margherita Hack, in un articolo del 1967, analizza le scoperte scientifiche che hanno permesso di elaborare nuove teorie sulla nascita dell'universo. Tratto dagli archivi della rivista Sapere, attualmente pubblicata da Edizioni Dedalo.

Voci dal futuro
di Flavio Natale
  • Verso l’immortalità. Secondo la Mit Technology Review, Altos Labs, una società di riprogrammazione biologica, sta attirando numerosi investitori – tra cui Jeff Bezos di Amazon e Yuri Milner, miliardario russo-israeliano – per finanziare la ricerca anti-invecchiamento. La riprogrammazione biologica permetterebbe di ringiovanire le cellule, e potrebbe essere la chiave dell'immortalità. “Mentre ci sono numerose startup di riprogrammazione là fuori, nessuna di loro ha il supporto che Altos Labs vanta ora”, si legge sulla rivista. Tra il team di ricercatori, ci sarà Juan Carlos Izpisúa Belmonte, biologo del Salk Institute di La Jolla famoso per una ricerca su una chimera “suina/umana”, e Shinya Yamanaka, scienziato vincitore del premio Nobel per la ricerca sull'inversione dell'invecchiamento delle cellule. “Anche se ci sono molti ostacoli da superare, c'è un enorme potenziale”, ha detto Yamanaka alla Mit Technology Review.
  • A caccia di carbonio. Gli ingegneri islandesi hanno acceso il più grande dispositivo di cattura di CO2 al mondo. A riportarlo è The Guardian: secondo il quotidiano, l'impianto, chiamato "Orca", dovrebbe rimuovere circa 4.400 tonnellate di anidride carbonica dall'atmosfera all’anno (l’equivalente di 870 auto), una volta attivato a pieno regime. “Orca non risolverà certamente la crisi climatica, ma è comunque un passo entusiasmante, anche se incerto, nella giusta direzione”. Orca è composto da unità “simili a container”, che utilizzano ventilatori giganti per aspirare l'aria circostante. Quando l'aria passa, l'anidride carbonica si attacca a grandi filtri, che la rimuovono dall'atmosfera. Una volta che i filtri sono pieni, i contenitori vengono sigillati in modo che la CO2 possa essere concentrata, mescolata con acqua e sequestrata a circa un chilometro sottoterra. Lì, il team di Orca dice che l’anidride carbonica “verrà compressa nella roccia, impedendole di galleggiare di nuovo nell'aria”. L’impianto si trova vicino alla centrale geotermica di Hellisheiði, e, secondo Rinnovabili.it, verrà alimentato esclusivamente dall’energia del sottosuolo.
  • Cuori sincroni. “Le storie giocano un ruolo importante nel plasmare il mondo che ci circonda, e potrebbero persino essere in grado di dettare il ritmo dei nostri battiti cardiaci”. Ad affermarlo è il sito di divulgazione scientifica ScienceAlert, che riporta i risultati di uno studio pubblicato su Cell Reports riguardante il comportamento dei nostri corpi mentre prestiamo attenzione ai racconti: “si è scoperto che i nostri cuori iniziano a battere all'unisono, anche se siamo a chilometri di distanza l'uno dall'altro”.
    “Perché il tuo battito cardiaco va su e giù in quel modo?” chiede Lucas Parra, coautore dello studio e ingegnere biomedico, su Twitter. “Pensiamo sia perché devi essere pronto ad agire. E per questo, devi sapere cosa sta succedendo intorno a te. Anche se si tratta solo di una storia”. L’esperimento si è svolto tramite il monitoraggio della frequenza cardiaca di alcuni volontari, impegnati nell’ascolto di un frammento di Ventimila leghe sotto i mari o di alcuni video didattici: “le frequenze cardiache si sono sincronizzate, indipendentemente da dove si trovassero gli individui”.
 
Il progetto FUTURAnetwork.eu nasce su iniziativa dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), per rispondere all'esigenza di orientare le scelte di oggi, comprese quelle volte a “far ripartire” il Paese dopo la crisi da COVID-19.

La scelta del nome sta a rappresentare sia la molteplicità dei futuri possibili (“futura”, plurale della parola latina “futurum”), sia l’intenzione di valorizzare in modo non episodico le tante esperienze e competenze esistenti, anche nel nostro Paese. Per questo, FUTURA network è realizzato in collaborazione con enti e associazioni che riuniscono studiosi di futuro, con reti di ricercatori ed esperti delle diverse materie, con il supporto della Fondazione Unipolis e di altri partner.

In questa newsletter settimanale vi proponiamo le ultime novità pubblicate sul portale futuranetwork.eu. Trattandosi di una piattaforma di discussione, vi invitiamo a intervenire con articoli, proposte, segnalazioni, scrivendo a info@futuranetwork.eu

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