L’espulsione dei profughi africani è un test per la democrazia israeliana

31.01.2018 10:59
Richiedenti asilo africani protestano contro il piano di espulsioni del governo israeliano a Gerusalemme, il 26 gennaio 2017. 
Indipendentemente dal fatto che i richiedenti asilo africani siano espulsi o meno, Israele deve fare i conti con un banco di prova che determinerà il suo futuro.

È impossibile non essere scioccati dalla premeditazione e dal razzismo che sono alla base di questo piano di pulizia etnica, il cui obiettivo è allontanare persone nere e non ebree a causa del colore della loro pelle. Il destino di queste 35mila persone dovrebbe stare a cuore a ogni israeliano perbene, ma la questione va oltre, e in modo significativo.

In gioco ci sono progetti nascosti e di portata molto più ampia, di cui per ora parla solo l’estrema destra, ma che un giorno potrebbero trasformarsi in un piano d’azione concreto. L’espulsione dei profughi africani è un programma-pilota di grande importanza per il governo e per i suoi oppositori.

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