L’essere umano è il responsabile di epidemie e disastri ambientali

12.02.2019 11:56

La peste nera uccise circa il 30 per cento della popolazione europea in pochi anni, a metà del quattordicesimo secolo. Un secolo e mezzo dopo i nativi d’America furono colpiti da una decina di epidemie altrettanto gravi, una dopo l’altra, che uccisero il 95 per cento di loro. Le malattie di quella “grande morìa” (per usare un’espressione della paleontologia) avevano nomi molto meno terrificanti, come morbillo, influenza, difterite e vaiolo, ma uccidevano allo stesso modo.

Quando decine di milioni di nativi americani morirono, sulle terre che usavano per l’agricoltura e l’allevamento ricrebbero le foreste. Tutte queste foreste assorbirono così tanta anidride carbonica che la temperatura globale media calò, e quello che altrimenti sarebbe stato un raffreddamento ciclico minore divenne la piccola era glaciale. Il freddo fu tale che molti europei morirono di fame.

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