Libia: una prigione alle porte dell’Europa

09.10.2017 10:26

Al festival di Internazionale è stato ospite anche lo sceneggiatore e regista libico Khalifa Abo Khraisse, autore delle Cartoline da Tripoli, che ha dialogato insieme a Stefano Argenziano di Medici Senza Frontiere e Nancy Porsia (giornalista freelance) della situazione dei migranti bloccati nella sua terra. Khalifa ha cominciato la sua riflessione portando bruscamente alla realtà il pubblico ferrarese: “Ci sono termini che si trovano nei media europei che non hanno alcun significato in Libia – ha spiegato – quello libico non è un governo, ad esempio, ma un gruppo di persone a cui è stato consentito dalle milizie di sedersi lì”. Allo stesso modo non esiste la guardia costiera, quando si parla di traffico di esseri umani non è quello che immaginiamo, ha continuato il regista, “è qualcosa di chiaro come il sole, sappiamo da dove partono i trafficanti esattamente, quali sono i loro nomi”. 

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