Link 2007 - LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO. TRE IMPEGNI POLITICI PER FARE LA DIFFERENZA

15.09.2021 09:44

COMUNICATO

14 settembre 2021

È indirizzato al presidente del Consiglio Draghi, ai ministri Di Maio e Franco e ai presidenti del Senato Alberti Casellati e della Camera Fico il documento di LINK 2007 che indica tre impegni politici per fare la differenza in questa complessa fase storica. Sono aumentate infatti le disparità e disuguaglianze nel mondo, aggravate da una pan-crisi che, con la pandemia, sta colpendo paesi già gravati dal peso del debito e di varie calamità derivate dal cambiamento climatico, alimentando povertà, migrazioni forzate, conflitti armati, sofferenze per centinaia di milioni di persone.


Riconvertire il debito dei paesi in via di sviluppo a basso reddito, finalizzando le risorse in valuta locale ad investimenti su precisi obiettivi dell’Agenda 2030, agevolare la produzione e diffusione dei vaccini attuando gli accordi Trips che prevedono il superamento della proprietà intellettuale e dei brevetti per esigenze di salute pubblica, aumentare progressivamente ma regolarmente le risorse per la cooperazione pubblica allo sviluppo (CPS) definendo lo stanziamento dello 0,70% del RNL entro il 2030. Sono questi i tre traguardi proposti da LINK 2007 che l’Italia può favorire nelle sedi competenti: G20, UE, WTO e nella legge di bilancio 2022-2024. Tre componenti che si intrecciano e che, insieme, hanno la forza per fare la differenza.


«E’ tempo ormai di concordare una conversione del debito dei paesi in sviluppo che destini i relativi importi in valuta locale a investimenti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile» sostiene Roberto Ridolfi, presidente di LINK 2007. «Si potrebbe così permettere la realizzazione di progetti di resilienza e di sviluppo umano in settori chiave nel quadro delle scelte politiche locali, coinvolgendo sia il settore pubblico che quello privato. LINK 2007 ha presentato la proposta RELEASE G-20 alla presidenza del G20, trovando la particolare attenzione di molti paesi africani».


Gli esseri umani sono toccati dalla pandemia di Covid-19 in modo diseguale e i poveri del pianeta sono i più colpiti. Alcuni paesi rischiano il collasso se la diffusione della pandemia non sarà bloccata. La realtà della somministrazione del vaccino mostra uno spaventoso divario: mentre nei paesi ad alto reddito il 60% della popolazione sta completando la seconda dose e per alcune fasce si sta programmando la terza, in quelli a basso reddito tale cifra è pari solo all’1,4%. «Questo divario va colmato al più presto, se non si vuole rischiare una nuova ondata causata da nuove varianti, con possibili conseguenze sulla ripresa economica in atto. L’emergenza sanitaria e la crisi economica, specie per i paesi fragili sono due facce della stessa medaglia. Serve quindi un approccio globale al tema della salute» si legge nel documento.


Le Nazioni Unite, con l’Ue e i paesi del G20 hanno lanciato la Covax Facility volta a garantire entro la fine del 2021 la fornitura di due miliardi di dosi di vaccino ad un miliardo di persone, circa un quarto della popolazione dei paesi più poveri. Covax sarà comunque insufficiente. È necessario quindi sostenere la richiesta avanzata al WTO da India e Sudafrica, sostenuta da più di cento paesi, di dotare i paesi membri del potere di non concedere né applicare brevetti legati ai farmaci e ai vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2 e sue varianti fino al raggiungimento dell'immunità globale. Finora i paesi più ricchi, compresa la Commissione europea e i governi Ue, si sono opposti: «Per difendere quali interessi particolari?» si domanda LINK 2007. La sospensione della proprietà intellettuale non significa l’immediata disponibilità di vaccini aggiuntivi nei paesi poveri ma permetterebbe di accelerarne la produzione, la distribuzione e la somministrazione, diminuendone anche i costi.


In materia di cooperazione internazionale per lo sviluppo le leggi di bilancio degli ultimi anni esprimono quel minimo che è imposto all’Italia dall’appartenenza come membro del G7 alla comunità internazionale. «Gli stanziamenti annuali per la CPS sono diminuiti negli ultimi quattro anni. Sovrabbondano invece le promesse e gli impegni governativi per un aumento delle risorse fino a giungere allo 0.70% del RNL, ripetutamente assicurato e ripetutamente ritrattato. Nessuna coerenza politica. Lo denunciamo perché ne va della credibilità del nostro paese». Presentando precise tabelle sul finanziamento della CPS negli ultimi quattro anni, LINK 2007 chiede che le parole si trasformino in fatti e che dalla prossima legge di bilancio fino a quella del 2030 sia fissata una progressione che dallo 0,30 del RNL porti gli stanziamenti definitivamente allo 0,70% in ottemperanza agli impegni assunti internazionalmente e nell’interesse del nostro paese.