"Oltre le etichette settarie". A Mecca 500 autorità islamiche discutono di unità dell'Islam

15.12.2018 16:44

Si è svolta il 12-13 dicembre nella città santa di La Mecca la "Conferenza internazionale sull'Unità Islamica: rischi della stigmatizzazione e dell’esclusione"

 
Il mufti egiziano Shawki Allam durante il suo intervento accanto a Md Abd al-Karim Alisa, segretario generale della Muslim World League.

Il convegno, che ha riunito 500 tra le più autorevoli rappresentanze da tutto il mondo islamico, è stato promosso dalla Lega Islamica Mondiale (Muslim World League), sotto il patrocinio del Custode delle Due Moschee Re Salman Bin Abdulaziz Al Saud.

Nei due giorni di conferenza è stato anche affrontato il tema delle minoranze islamiche nei paesi non islamici, minoranze “chiamate ad un’integrazione di cittadinanza positiva, attraverso le idee di una civiltà universale. Ogni rivendicazione relativa alle loro specificità religiose deve essere promossa in conformità ai sistemi degli Stati nazionali dove abitano, senza ricorrere ad alcuna forma di violenza e trasgressione”.

 
Il segretario generale KAICIID Faisal bin Muammar, Dr. Abu Bakr, delegato per gli Affari Islamici del Presidente del Burkina Faso, il Ministro degli Affari Islamici della Mauritania Ahmad Ould Ahl Dawud e Shaykh Jaloul Muhammad Bouzidi, imam della moschea di Parigi.
Dall’Italia era presente l’imam Yahya Pallavicini, presidente della COREIS Italiana, assieme al mufti dell'Egitto Shawki Allam, al Ministro per gli Affari Islamici del Pakistan Nur al-Haqq Qadiri, al presidente del consiglio Algerino per gli affari islamici GhoulamAllaha, oltre a delegati da Indonesia, Malesia, Singapore, Australia, India, Bangladesh, Senegal, Libano, Algeria, Tunisia. Dall'Europa erano presenti i mufti dal Kosovo, Bulgaria, Bosnia, Croazia, Slovenia, Crimea, Russia, Grecia, Lituania.

L'auspicio generale del convegno è stato, secondo gli organizzatori, quello di “ritornare tutti allo stesso nome, con il quale Iddio ci ha chiamato, riemergendo dagli stereotipi di etichette settarie che rischiano di frammentare la comunità islamica”. Per raggiungere questa unità si è discusso di come “dialogare fraternamente tra musulmani evitando di accusarsi vicendevolmente di eresia e rigettando ogni settarismo”.

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