Newsletter ASVIS - QUESTA SETTIMANA: L’Europa potrà guidare il mondo verso la sostenibilità?

17.01.2020 11:31

 

Il programma di investimenti “verdi” presentato dalla Commissione von der Leyen conferma il grande impegno per il prossimo decennio. Ma per una leadership globale serve un’Europa più coesa e determinata. 17/1/20

di Donato Speroni

Non sono stato originale nei miei doni di Natale: ho regalato libri. Visitando alcune librerie mi ha colpito la quantità di volumi ben esposti, soprattutto nelle sezioni internazionali, che parlavano del futuro. Insomma, il futuro vende: sembra aumentata la voglia di guardare avanti e di interrogarsi sui possibili scenari, forse alimentata anche dalle crescenti preoccupazioni sul clima e sulle sorti del Pianeta. O meglio, sulle sorti dell’umanità, visto che il Pianeta se la caverà comunque ancora per qualche miliardo di anni.

La preoccupazione può davvero trasformarsi in azione? Mira proprio a questo la “Decade of action”, che le Nazioni unite avvieranno il 22 gennaio. Si tratta di un piano che prevede tre livelli, in vista dell’attuazione dell’Agenda 2030: un’azione globale per soluzioni più efficienti nell’uso delle risorse; un’azione locale che incorpori transizioni significative nelle politiche, nelle istituzioni e nei quadri normativi di governi, città e autorità locali; un’azione individuale da parte di giovani, società civile, media, settore privato, sindacati, università e altre parti interessate. Amina Mohammed, vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, presentando l’iniziativa ha sottolineato che “il Decade of action è un'opportunità per correggere la rotta”.

In questo contesto, l’Europa può davvero assumere una funzione di leadership, ben delineata dallo “European green deal”. Una parte importante di questo piano, lo “European green deal's investment plan”, è stato presentato martedì 14 dalla Commissione von der Leyen al Parlamento europeo: un piano da mille miliardi di investimenti in dieci anni. Come spiega il sito della Commissione,

La normativa europea sul clima sancirà per la prima volta nella legge l'obiettivo della neutralità climatica dell'Ue entro il 2050. Ciò significa emettere meno biossido di carbonio ed eliminare dall'atmosfera quello emesso. Per farlo è necessario estendere ad altri settori il sistema di scambio di quote di emissione che già aiuta l'Ue a ridurre le emissioni dei settori energetico e industriale. Lo sviluppo di fonti di energia più pulite e di tecnologie verdi ci consentirebbe di produrre, viaggiare, consumare e vivere rispettando di più l'ambiente. Occorre sviluppare un'economia realmente circolare e proteggere la biodiversità. In particolare, il Green deal europeo prevede un percorso per una transizione giusta e socialmente equa. È concepito in modo da non lasciare indietro nessun individuo e nessuna regione in questa grande trasformazione.

Più in dettaglio, il Piano si basa su tre dimensioni:

Il finanziamento: ci si propone di mobilitare almeno mille miliardi di investimenti sostenibili nel prossimo decennio, con una spesa sulle azioni climatiche ed ambientali senza precedenti nel budget dell’Unione, ma con un contributo importante anche di fondi privati e un ruolo fondamentale della Banca europea degli investimenti.

L’abilitazione: fornire incentivi per liberare e reindirizzare investimenti pubblici e privati. La Ue metterà a disposizione degli investitori nuovi strumenti che mettano la finanza sostenibile al centro del sistema finanziario; faciliterà investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche, attraverso forme di incoraggiamento ad acquisti e bilanci verdi; verranno delineate procedure per facilitare l’aiuto di Stato nelle regioni più colpite dalle esigenze di giusta transizione.

Il supporto pratico: la Commissione aiuterà le autorità pubbliche nella programmazione, messa a punto ed esecuzione di progetti sostenibili.

Particolare attenzione verrà dedicata alla Giusta transizione, con un meccanismo ad hoc, il Just transition mechanism (Jtm), finanziato con 100 miliardi di euro dal 2021 al 2027, per aiutare i territori maggiormente esposti sul piano socioeconomico. Si precisa che il Jtm non riguarda soltanto il finanziamento, ma:

sulla base di una piattaforma per la giusta transizione, la Commissione fornirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e si assicurerà che le comunità, le autorità locali, i partner della società civile e le Ong vengano coinvolti nella gestione. Il Jtm includerà un forte contesto di governance basato su piani territoriali di giusta transizione.

Tra i territori beneficiati da questo meccanismo dovrebbe esserci anche l’area di Taranto per una riconversione sostenibile degli impianti di Taranto ex-Ilva. [Continua a leggere]

L'ASviS presenta l'analisi della Legge di Bilancio
Il 26 febbraio alle ore 14:00, dall'Auditorium Parco della Musica di Roma, l’ASviS presenta l’esame della Legge di Bilancio 2020 alla luce dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Una valutazione approfondita e indipendente per comprendere se i provvedimenti varati dal governo siano in grado di portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile, con una particolare attenzione ai 21 Target dell'Agenda 2030 da raggiungere entro il 2020.
Per partecipare all'evento è necessario registrarsi a questo link.

Ad Alta sostenibilità, tecnologia, ambiente e povertà: ecco i megatrend al 2030
Tendenze e prospettive per il nuovo decennio, da Radio Radicale la rubrica dell'ASviS condotta da Valeria Manieri ed Elis Viettone. Ospiti della puntata: Roberto Paura, Italian Institute for the Future, Mara Di Berardo, Millennium Project e Andrea Alemanno, Ipsos.
Facciamo 17 goal: parte la quarta edizione del concorso Miur-ASviS
Dal 7 al 31 gennaio tutte le scuole potranno iscriversi per partecipare al concorso “Facciamo 17 goal. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. Il concorso è rivolto alle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, statali e paritarie, e ai Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (Cpia) con lo scopo di favorire la conoscenza, la diffusione e l’assunzione degli stili di vita previsti nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Tutte le informazioni e la documentazione per la partecipazione sono reperibili a questo link sul sito del Miur.
 

QUESTA SETTIMANA: L’Europa potrà guidare il mondo verso la sostenibilità?

Il programma di investimenti “verdi” presentato dalla Commissione von der Leyen conferma il grande impegno per il prossimo decennio. Ma per una leadership globale serve un’Europa più coesa e determinata. 17/1/20

di Donato Speroni

Non sono stato originale nei miei doni di Natale: ho regalato libri. Visitando alcune librerie mi ha colpito la quantità di volumi ben esposti, soprattutto nelle sezioni internazionali, che parlavano del futuro. Insomma, il futuro vende: sembra aumentata la voglia di guardare avanti e di interrogarsi sui possibili scenari, forse alimentata anche dalle crescenti preoccupazioni sul clima e sulle sorti del Pianeta. O meglio, sulle sorti dell’umanità, visto che il Pianeta se la caverà comunque ancora per qualche miliardo di anni.

La preoccupazione può davvero trasformarsi in azione? Mira proprio a questo la “Decade of action”, che le Nazioni unite avvieranno il 22 gennaio. Si tratta di un piano che prevede tre livelli, in vista dell’attuazione dell’Agenda 2030: un’azione globale per soluzioni più efficienti nell’uso delle risorse; un’azione locale che incorpori transizioni significative nelle politiche, nelle istituzioni e nei quadri normativi di governi, città e autorità locali; un’azione individuale da parte di giovani, società civile, media, settore privato, sindacati, università e altre parti interessate. Amina Mohammed, vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, presentando l’iniziativa ha sottolineato che “il Decade of action è un'opportunità per correggere la rotta”.

In questo contesto, l’Europa può davvero assumere una funzione di leadership, ben delineata dallo “European green deal”. Una parte importante di questo piano, lo “European green deal's investment plan”, è stato presentato martedì 14 dalla Commissione von der Leyen al Parlamento europeo: un piano da mille miliardi di investimenti in dieci anni. Come spiega il sito della Commissione,

La normativa europea sul clima sancirà per la prima volta nella legge l'obiettivo della neutralità climatica dell'Ue entro il 2050. Ciò significa emettere meno biossido di carbonio ed eliminare dall'atmosfera quello emesso. Per farlo è necessario estendere ad altri settori il sistema di scambio di quote di emissione che già aiuta l'Ue a ridurre le emissioni dei settori energetico e industriale. Lo sviluppo di fonti di energia più pulite e di tecnologie verdi ci consentirebbe di produrre, viaggiare, consumare e vivere rispettando di più l'ambiente. Occorre sviluppare un'economia realmente circolare e proteggere la biodiversità. In particolare, il Green deal europeo prevede un percorso per una transizione giusta e socialmente equa. È concepito in modo da non lasciare indietro nessun individuo e nessuna regione in questa grande trasformazione.

Più in dettaglio, il Piano si basa su tre dimensioni:

Il finanziamento: ci si propone di mobilitare almeno mille miliardi di investimenti sostenibili nel prossimo decennio, con una spesa sulle azioni climatiche ed ambientali senza precedenti nel budget dell’Unione, ma con un contributo importante anche di fondi privati e un ruolo fondamentale della Banca europea degli investimenti.

L’abilitazione: fornire incentivi per liberare e reindirizzare investimenti pubblici e privati. La Ue metterà a disposizione degli investitori nuovi strumenti che mettano la finanza sostenibile al centro del sistema finanziario; faciliterà investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche, attraverso forme di incoraggiamento ad acquisti e bilanci verdi; verranno delineate procedure per facilitare l’aiuto di Stato nelle regioni più colpite dalle esigenze di giusta transizione.

Il supporto pratico: la Commissione aiuterà le autorità pubbliche nella programmazione, messa a punto ed esecuzione di progetti sostenibili.

Particolare attenzione verrà dedicata alla Giusta transizione, con un meccanismo ad hoc, il Just transition mechanism (Jtm), finanziato con 100 miliardi di euro dal 2021 al 2027, per aiutare i territori maggiormente esposti sul piano socioeconomico. Si precisa che il Jtm non riguarda soltanto il finanziamento, ma:

sulla base di una piattaforma per la giusta transizione, la Commissione fornirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e si assicurerà che le comunità, le autorità locali, i partner della società civile e le Ong vengano coinvolti nella gestione. Il Jtm includerà un forte contesto di governance basato su piani territoriali di giusta transizione.

Tra i territori beneficiati da questo meccanismo dovrebbe esserci anche l’area di Taranto per una riconversione sostenibile degli impianti di Taranto ex-Ilva. [Continua a leggere]

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Il 26 febbraio alle ore 14:00, dall'Auditorium Parco della Musica di Roma, l’ASviS presenta l’esame della Legge di Bilancio 2020 alla luce dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Una valutazione approfondita e indipendente per comprendere se i provvedimenti varati dal governo siano in grado di portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile, con una particolare attenzione ai 21 Target dell'Agenda 2030 da raggiungere entro il 2020.
Per partecipare all'evento è necessario registrarsi a questo link.

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Tutte le informazioni e la documentazione per la partecipazione sono reperibili a questo link sul sito del Miur.